Adrian ci racconta la sua esperienza in TV

“Una bella soddisfazione raccontare in televisione il cuore pulsante dell’Officina”

“Con tutto lo staff dell’Officina eravamo ancora a mille per la pubblicazione degli articoli sull’Officina, prima sulla rivista specializzata Il Nuovo Club e poi sulla pagina di Abano Terme del Mattino di Padova. Quando si raggiungono risultati importanti e gratificanti come la vittoria nel concorso nazionale che premia la palestra più innovativa dell’anno, e si vedono riconosciuti anche attraverso i mass media, beh, è una bella soddisfazione. Insomma, ci stavamo godendo il momento. È stato proprio in quei giorni che mi ha telefonato Claudio Campagnolo, il giornalista conduttore di Un caffè con l’esperto, invitandomi in trasmissione per un’intervista”.

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A raccontare l’esperienza della sua intervista televisiva, è Adrian Sgarabottolo, amministratore di Officina del Movimento. Qualche giorno fa è andata in onda su Telenuovo e Telechiara la sua intervista; per chi avesse perso il passaggio televisivo, può trovarlo su Facebook linkato alla pagina dell’Officina, su YouTube nel canale del Caffè oppure in fondo a questa pagina.

“Quando Claudio mi ha telefonato per invitarmi, ho accettato subito; ammetto che non lo conoscevo, ma il suo modo di fare molto professionale e il fatto che fosse rimasto colpito dal progetto dell’Officina, mi ha incuriosito. Ci siamo fatti una bella chiacchierata parlando della nostra “palestra non-palestra” e ci siamo dati appuntamento al Caffè Pedrocchi, dove è successa subito una cosa strana”.

Racconta…

“Io non sono abituato a stare sotto ai riflettori, come la maggior parte di noi, credo. Ingenuamente, mi ero preparato una sorta di scaletta di cose da dire e di possibili domande, invece quando ci siamo parlati, mentre i tecnici preparavano le attrezzature, ho capito che aveva già tutto lui, ed è stato in quel momento che mi sono un po’ emozionato. Sì, ero anche un po’ intimorito perché non conoscevo le domande, ma ci tenevo moltissimo a fare bella figura e a trasmettere agli spettatori tutto l’entusiasmo che mettiamo ogni giorno nell’Officina. E poi devi sapere una cosa, in proposito…”.

Cosa?

“Fino a qualche anno fa, mi spaventava l’idea di parlare in pubblico. So che è un timore estremamente diffuso, l’ho scoperto quando mi sono bloccato davanti a una platea enorme. Dovevo parlare e non ci sono riuscito. Allora ho deciso di fare dei corsi appositi che mi hanno aiutato molto, anche se un po’ si “frigge” sempre, è naturale che sia così. Ma, a parte questa cosa “mia”, devo dire che Claudio e il suo staff hanno lavorato in modo molto professionale e mi hanno davvero fatto sentire a mio agio. E poi l’ambiente: il Caffè Pedrocchi è davvero un contesto meraviglioso per allestire uno studio televisivo. A parte l’emozione iniziale quindi, l’intervista è stata un’esperienza molto piacevole: abbiamo riso e scherzato molto nei momenti di preparazione e di pausa”.

Quanto è durato tutto l’insieme?

“L’intervista è durata circa un quarto d’ora, abbiamo ripetuto la registrazione solo di una piccola parte che non era venuta molto bene. In totale ci abbiamo impiegato una mezz’ora”.

Qual è stata la parte che ti ha emozionato di più?

“È stato tutto molto piacevole, è difficile selezionare un momento solo…”. Poi ci pensa un po’ e aggiunge: “Credo che sia stato quando abbiamo parlato di come siamo arrivati, Federica, Andrea e io, al nome Officina del Movimento: quando ho raccontato che questo per noi è un luogo in cui sperimentare nuove modalità di allenamento funzionale e nuovi attrezzi “bio” per fare attività fisica, mi è piaciuto particolarmente. Credo che sia perché ho sentito che stavo parlando del “cuore” di Officina. Tutto quello che c’è qui non si trova in nessun’altra palestra in Italia, continuamente ideiamo e creiamo qualche cosa di diverso e innovativo con una linea guida che è quella di fare attività motoria divertendosi, seguendo sempre e comunque i principi della teoria e metodologia dell’allenamento”.

C’è qualcosa di cui non hai parlato per mancanza di tempo?

“Effettivamente il tempo è volato, è stata una chiacchierata piacevolissima, come dicevo prima. Se avessi avuto tempo avrei parlato dei nostri couch potatoes, le patate da divano, cioè l’angolo dell’Officina in cui c’è il divano appeso al soffitto. È un’area realizzata per favorire il pre-riscaldamento. Cioè in pratica è una zona di socializzazione, in cui le persone si possono incontrare prima della lezione, trovando degli speciali tappeti massaggianti che aumentano la circolazione sanguigna e dei piccoli attrezzi per prendersi cura dei propri piedi e non solo. Le patate là in alto ci ricordano che per non diventare pigri e pesanti, dobbiamo stare lontani dal divano”.

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Torniamo all’intervista: era la prima volta in cui eri ospite in una trasmissione televisiva?

“Non è stata la prima volta in televisione, ma è stata la prima volta in cui ero l’unico

ospite. In passato ho partecipato un paio di volte a trasmissioni di reti come Rete 4 e Italia Uno in rappresentanza del Consorzio Terme Euganee. Lì non ero da solo ma la difficoltà era nel fatto che le trasmissioni fossero in diretta e non c’era, quindi, la possibilità di registrare di nuovo quel che non era riuscito bene”.

Un’esperienza andata più che bene, dunque, quella del Caffè con l’esperto…

“Certo, sono stato molto contento di averla fatta e nei giorni successivo alla messa in onda ho raccolto molti commenti positivi da parte delle persone che mi hanno guardato”.


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