Stefania: “Dimagrire all’Officina? Divertente come un gioco”

“Pesavo cento chili fino al giorno in cui ho deciso di considerare seriamente il mio corpo”. Può un’affermazione apparentemente semplice riassumere l’essenza di una sfida? Quando ci si porta addosso un peso, fisico ed emotivo, che non ci rappresenta, può diventare molto difficile affrontarsi. È una sfida con sé stessi, quella di volersi liberare di questo peso, quando non ci si sta bene insieme. Non sono solo i chili, grammo su grammo, a dover essere eliminati: la difficoltà più grande è spesso quella di dover cambiare il proprio modo di pensare, agire, essere. Cambiare atteggiamento, approccio nei confronti della vita: è questa la sfida più difficile.

Stefania Calaon è una delle nostre mOVERs, una persona che è andata “over her limits”, oltre ai propri limiti, e di cui oggi vogliamo raccontarvi la storia. Una storia fatta di una grandissima forza di volontà e una motivazione granitica, a dimostrazione che quando si prende una decisione, si dimenticano tutte le scuse e si agisce, andando dritti verso l’obiettivo. Il suo racconto ruota proprio attorno a quella frase. “Fino al giorno in cui ho deciso di considerare seriamente il mio corpo”.

“Sono arrivata in Officina perché ci lavorava un mio amico; già frequentavo una palestra tradizionale ma lui mi parlava di questo nuovo progetto ed ero curiosa di scoprirlo e di sperimentare in cosa consistesse, soprattutto perché oltre a lui, tutti quelli che l’avevano provata ne parlavano in modo entusiastico. Diciamo che ero anche propensa perché la verità è che in fondo, a me la palestra normale non è mai veramente piaciuta: la sala pesi proprio non era nelle mie corde, e la mia curiosità era proprio scoprire se i corsi proposti fossero uguali o realmente differenti”.

Quindi hai provato a vedere se l’Officina facesse per te…
“Esatto, acquistando inizialmente dei pacchetti di ingressi che ho poi progressivamente ampliato fino ad arrivare ad attivare l’abbonamento annuale. È stata insomma una cosa graduale, anche perché all’inizio avevo ancora l’abbonamento della palestra che frequentavo, e di cui mi piaceva molto un corso: il motivo per cui non mi sono staccata subito era questo “gag” molto coreografico e in cui facevamo fitboxe, che io adoro. Insomma, per un po’ è capitato che facessi due doppi allenamenti alla settimana, in due palestre diverse. Non era il massimo, anche da un punto di vista economico, avere due abbonamenti in due posti diversi, di cui uno solo per un singolo corso; alla scadenza del primo, ho tenuto attivo solo l’abbonamento all’Officina.

Quanti muscoli si mettono in moto per spostare un tronco d'albero? Tanti, più quelli del viso...per sorridere!

Quanti muscoli si mettono in moto per spostare un tronco d’albero? Tanti, più quelli del viso…per sorridere!

 

Perché alla fine hai scelto solo l’Officina?
“Perché qui non ho trovato i soliti corsi di fitness che nell’immaginario sono quelli tipicamente frequentati da donne e magari pure sovraffollati rispetto alle dimensioni della sala in cui si svolgono. Qui all’Officina i corsi hanno un numero massimo di partecipanti calcolato in modo d lasciare ampio spazio a tutti. C’è l’obbligo di rispettare gli orari, è vero, ma questo ha il vantaggio di permettere di fare gruppo. È una dinamica molto particolare, forse per il tipo di attività: anche se cambi giorni e orari e non incontri le stesse persone, si instaura un atteggiamento di grande coesione e condivisione. È una regola non scritta e si fa gruppo sempre, e questo aspetto è basilare per la motivazione”.

Sei anche la mover che ha più presenze annuali: tolte le ferie e le feste comandate, partecipi ogni giorno alle attività!
“Eppure non sono sempre stata così, anzi: dobbiamo arrivare al 2011, quando è iniziato il mio percorso di dimagrimento, perché prima ero molto sedentaria, fatta eccezione per un po’ di piscina, frequentata per qualche anno e in modo discontinuo. Decidere di dimagrire è stato quello che mi ha cambiato la vita”.

“Volevo dimagrire da tempo, 

ma non avevo la forza di affrontare da sola questo percorso

perché sapevo che sarebbe stato difficile”

 

Cosa ha fatto scattare questo cambiamento?
“Pesavo cento chili fino al giorno in cui ho deciso di considerare seriamente il mio corpo e tutto è nato come conseguenza di un rapporto di grande amicizia con una persona che, come me, era sovrappeso; lei ha iniziato il suo percorso di dimagrimento prima di me e io ne ho seguito l’esempio. Dimagrire era una cosa che volevo da tempo, ma non avevo la forza di affrontare da sola questo percorso perché sapevo che sarebbe stato difficile: avrei dovuto fare fatica, e non solo per la dieta. Ma quando ho visto la mia amica andare avanti e farcela, mi sono detta Se può farlo lei, posso riuscirci anch’io, e da un giorno all’altro la mia vita è cambiata perché finalmente avevo deciso. Non erano solo parole, ma avevo veramente preso una decisione”.

Il sorriso di Stefania mentre sembra guardare indietro nel tempo e vedere i grandi cambiamenti ottenuti grazie alla sua forza di volontà

Il sorriso di Stefania mentre sembra guardare indietro nel tempo e vedere i grandi cambiamenti ottenuti grazie alla sua forza di volontà

 

Com’è andata poi?
“Il primo anno ho perso 25 chili. Nella teoria sapevo tutto quello che dovevo fare per dimagrire, conoscevo tutti gli errori, alimentari e non, che commettevo ogni giorno e che mi avevano portato ad avere un corpo in cui non mi riconoscevo. Mi sono informata bene e ho modificato il mio stile di vita e la prima cosa che ho fatto è stata semplicemente eliminare tutto quello che mangiavo non perché avessi appetito, ma per altri motivi. Sono passata da mangiare qualsiasi cosa, a scegliere cosa mangiare, preferendo sempre la cosa più “sana”. Oltre a mangiare meglio, sapevo che avrei dovuto fare attività fisica ma ero molto pesante e l’unica attività sicura che mi sentissi di fare era in acqua: ho frequentato i corsi in piscina per tre volte alla settimana per i primi sette-otto mesi; poi ho iniziato gradualmente a camminare, a correre, ad andare in palestra”.

Com’è stato cambiare?
“All’inizio è stato facile perché ho solo dovuto correggere gli errori macroscopici, ma un percorso del genere non si può affrontare da soli e infatti mi sono rivolta ai medici per essere seguita. Mi sono rivolta al Centro obesi e per quattro anni un team multidisciplinare mi ha accompagnato in questo viaggio in cui il mio obiettivo era solo uno: stare bene. Sono stata attentamente monitorata e dopo la fase di dimagrimento ho anche affrontato lo step chirurgico, quello che mi ha aiutato ad avere più confidenza con un corpo nuovo”.

“I corsi all’Officina mi ricordano la ginnastica delle medie:

hai il senso del gioco e la fatica è camuffata grazie al divertimento”

Cosa ti ha fatto innamorare dell’Officina al punto tale di volerla frequentare ogni giorno?
“È proprio la tipologia degli allenamenti: segui un percorso, hai il senso del gioco, senti la fatica ma è camuffata, è un esercizio travestito da gioco. È un’ora che passa veloce e anche se fai fatica, ti rendi conto che i tuoi muscoli hanno lavorato, solo la sera quando ti fermi e sei sul divano. È questo il motivo che mi fa restare qui: lo stupore con cui affronto ogni ora di attività. Gli attrezzi sono quelli, basta guardarli, sono fuori nel parco, ma quando ci entri, sei la pedina di un gioco dell’oca, in cui lanci i dadi e peschi la casella e non sai mai cosa farai. Io mi annoio facilmente, ma se sono qui da tre anni, un motivo c’è, ed è proprio per questa novità ad ogni lezione”.

Cosa trovi di irrinunciabile all’Officina?
“Il clima giocoso, quel senso di divertimento che trovo solo qui. Sta nell’idea stessa dell’Officina e nella professionalità degli istruttori, che sono come i bravi infermieri, quelli che ti mettono l’antibiotico dentro alla caramella gommosa: loro mettono la fatica dentro al gioco. A nessuno piace fare fatica, credo; ma se la fai col sorriso, te ne accorgi di meno. Per questo, io frequento solo corsi in cui mi diverto e posso esprimermi. Il 9.11 outdoor è il “mio” corso, e penso sia anche la proposta in cui meglio si riesce a cogliere l’essenza dell’Officina”.

Coordinazione, concentrazione, forza per uscire dal rettangolo

Coordinazione, concentrazione, forza per uscire dalla scacchiera

 

Oltre al dimagrimento, quali sono i risultati che hai raggiunto in questi anni?
“Ormai quando non sono a casa, sono qui: questo luogo è una parte importante del mio benessere, è l’appuntamento a cui non manco, e questo mi ha permesso di ottenere degli ottimi risultati. In questi anni, oltre a essere dimagrita, ho migliorato tantissimo il mio equilibrio, la mia resistenza, ho ottenuto tanti altri benefici, oltre al mantenimento del peso attuale. Quando finisco la mia lezione sono sempre contenta di averla fatta, ed è anche per questo che sono qui ogni giorno. Vengo qui perché sto bene: è una mia scelta”.

Che messaggio daresti a chi oggi deve ancora iniziare il suo percorso di dimagrimento?
“Non c’è un tempo giusto per tutti, c’è il proprio tempo. Le cose imposte dagli altri o perché “si fa così/va bene così”, no. Tutto deve partire da una spinta tua, è una scelta duratura che va oltre all’evento estemporaneo. Primo, fallo per te e chiediti: dove e quando ho smesso di volermi bene? Quando voglio ricominciare a volermi bene? Gli altri ti possono volere bene in qualsiasi forma tu sia, ma sei tu che vivi con il tuo corpo e devi capire come ti vuoi tu, indipendentemente dagli altri”.

Quando salti, e sembri spiccare il volo verso il benessere

Quando salti, e sembri spiccare il volo verso il benessere

 

 

© Officina de Movimento

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