Con Officina…del benessere alla scoperta dell’Aufguss

Oggi vi portiamo in sauna.

Abbiamo sentito un coro di “Magariii!!!” 😉 : ci vediamo venerdì prossimo per il primo appuntamento della stagione con Aquarelax (ore 19-22 all’hotel Lo Zodiaco), ci sono ancora pochi posti disponibili. In attesa di venerdì, oggi vi portiamo alla scoperta della sauna, quella del termalismo che apporta veramente degli ottimi benefici, quella che “Mi piacerebbe sapere come si fa, ma fatta bene”, cioè quella che faremo venerdì. Read more

Storie di mOVERs: i vostri successi sono anche nostri

Care movers, cari movers,

è una cosa inconsueta che vi scriva: di solito ci vediamo e ci parliamo tra una lezione e l’altra. Mi soffermo con voi, vi chiedo com’è andata, vi ascolto perché tutto questo mi permette di conoscervi meglio.

L’occasione però è speciale e per questo penso che meriti di essere presentata in un modo un po’ più formale del solito. E’ un po’ come essere in giacca e cravatta su un palcoscenico in cui io sono il presentatore di un’iniziativa a cui tutti noi dell’Officina teniamo moltissimo, perché parla dei vostri successi. Read more

Adrian ci racconta la sua esperienza in TV

“Una bella soddisfazione raccontare in televisione il cuore pulsante dell’Officina”

“Con tutto lo staff dell’Officina eravamo ancora a mille per la pubblicazione degli articoli sull’Officina, prima sulla rivista specializzata Il Nuovo Club e poi sulla pagina di Abano Terme del Mattino di Padova. Quando si raggiungono risultati importanti e gratificanti come la vittoria nel concorso nazionale che premia la palestra più innovativa dell’anno, e si vedono riconosciuti anche attraverso i mass media, beh, è una bella soddisfazione. Insomma, ci stavamo godendo il momento. È stato proprio in quei giorni che mi ha telefonato Claudio Campagnolo, il giornalista conduttore di Un caffè con l’esperto, invitandomi in trasmissione per un’intervista”.

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A raccontare l’esperienza della sua intervista televisiva, è Adrian Sgarabottolo, amministratore di Officina del Movimento. Qualche giorno fa è andata in onda su Telenuovo e Telechiara la sua intervista; per chi avesse perso il passaggio televisivo, può trovarlo su Facebook linkato alla pagina dell’Officina, su YouTube nel canale del Caffè oppure in fondo a questa pagina.

“Quando Claudio mi ha telefonato per invitarmi, ho accettato subito; ammetto che non lo conoscevo, ma il suo modo di fare molto professionale e il fatto che fosse rimasto colpito dal progetto dell’Officina, mi ha incuriosito. Ci siamo fatti una bella chiacchierata parlando della nostra “palestra non-palestra” e ci siamo dati appuntamento al Caffè Pedrocchi, dove è successa subito una cosa strana”.

Racconta…

“Io non sono abituato a stare sotto ai riflettori, come la maggior parte di noi, credo. Ingenuamente, mi ero preparato una sorta di scaletta di cose da dire e di possibili domande, invece quando ci siamo parlati, mentre i tecnici preparavano le attrezzature, ho capito che aveva già tutto lui, ed è stato in quel momento che mi sono un po’ emozionato. Sì, ero anche un po’ intimorito perché non conoscevo le domande, ma ci tenevo moltissimo a fare bella figura e a trasmettere agli spettatori tutto l’entusiasmo che mettiamo ogni giorno nell’Officina. E poi devi sapere una cosa, in proposito…”.

Cosa?

“Fino a qualche anno fa, mi spaventava l’idea di parlare in pubblico. So che è un timore estremamente diffuso, l’ho scoperto quando mi sono bloccato davanti a una platea enorme. Dovevo parlare e non ci sono riuscito. Allora ho deciso di fare dei corsi appositi che mi hanno aiutato molto, anche se un po’ si “frigge” sempre, è naturale che sia così. Ma, a parte questa cosa “mia”, devo dire che Claudio e il suo staff hanno lavorato in modo molto professionale e mi hanno davvero fatto sentire a mio agio. E poi l’ambiente: il Caffè Pedrocchi è davvero un contesto meraviglioso per allestire uno studio televisivo. A parte l’emozione iniziale quindi, l’intervista è stata un’esperienza molto piacevole: abbiamo riso e scherzato molto nei momenti di preparazione e di pausa”.

Quanto è durato tutto l’insieme?

“L’intervista è durata circa un quarto d’ora, abbiamo ripetuto la registrazione solo di una piccola parte che non era venuta molto bene. In totale ci abbiamo impiegato una mezz’ora”.

Qual è stata la parte che ti ha emozionato di più?

“È stato tutto molto piacevole, è difficile selezionare un momento solo…”. Poi ci pensa un po’ e aggiunge: “Credo che sia stato quando abbiamo parlato di come siamo arrivati, Federica, Andrea e io, al nome Officina del Movimento: quando ho raccontato che questo per noi è un luogo in cui sperimentare nuove modalità di allenamento funzionale e nuovi attrezzi “bio” per fare attività fisica, mi è piaciuto particolarmente. Credo che sia perché ho sentito che stavo parlando del “cuore” di Officina. Tutto quello che c’è qui non si trova in nessun’altra palestra in Italia, continuamente ideiamo e creiamo qualche cosa di diverso e innovativo con una linea guida che è quella di fare attività motoria divertendosi, seguendo sempre e comunque i principi della teoria e metodologia dell’allenamento”.

C’è qualcosa di cui non hai parlato per mancanza di tempo?

“Effettivamente il tempo è volato, è stata una chiacchierata piacevolissima, come dicevo prima. Se avessi avuto tempo avrei parlato dei nostri couch potatoes, le patate da divano, cioè l’angolo dell’Officina in cui c’è il divano appeso al soffitto. È un’area realizzata per favorire il pre-riscaldamento. Cioè in pratica è una zona di socializzazione, in cui le persone si possono incontrare prima della lezione, trovando degli speciali tappeti massaggianti che aumentano la circolazione sanguigna e dei piccoli attrezzi per prendersi cura dei propri piedi e non solo. Le patate là in alto ci ricordano che per non diventare pigri e pesanti, dobbiamo stare lontani dal divano”.

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Torniamo all’intervista: era la prima volta in cui eri ospite in una trasmissione televisiva?

“Non è stata la prima volta in televisione, ma è stata la prima volta in cui ero l’unico

ospite. In passato ho partecipato un paio di volte a trasmissioni di reti come Rete 4 e Italia Uno in rappresentanza del Consorzio Terme Euganee. Lì non ero da solo ma la difficoltà era nel fatto che le trasmissioni fossero in diretta e non c’era, quindi, la possibilità di registrare di nuovo quel che non era riuscito bene”.

Un’esperienza andata più che bene, dunque, quella del Caffè con l’esperto…

“Certo, sono stato molto contento di averla fatta e nei giorni successivo alla messa in onda ho raccolto molti commenti positivi da parte delle persone che mi hanno guardato”.


Stare seduti è il nuovo fumo!

Noi esseri umani non siamo stati creati per stare seduti, il corpo umano è stato disegnato per muoversi e camminare.

Oggi ci muoviamo troppo poco e trascorriamo 8-10 ore al giorno in posizione seduta. Il corpo non è fatto per stare in questa posizione, stare seduto è una posizione per l’essere umano innaturale (anche se spesso molto comoda), e ciò può portare a problemi seri con la circolazione, ad acciacchi fisici e dolori di ogni sorta. Anche se si svolge tutti i giorni regolarmente attività fisica, quell’ora al giorno rimane sempre una grossa minoranza nei confronti di come si passa il resto delle 24 ore.

Da circa 150 anni la sedia, la poltrona, il divano, ci costringono a piegarci assumendo due innaturali angoli retti, immobilizzando lo scheletro e la muscolatura, inibendo la respirazione e facendoci perdere il solido contatto dei piedi con il terreno. I muscoli della schiena e degli arti inferiori si indeboliscono, il bacino diventa instabile, il rachide perde elasticità e l’apporto di sostanze nutritive ai dischi invertebrali viene ostacolato. La muscolatura si atrofizza e visto che progressivamente le nostre forze diminuiscono, siamo costretti a ricorrere sempre più spesso alla sedia, che diventa per noi una sorta di stampella.

Il dr. Anup Kanodia, del Centro di medicina personalizzata all’Università dell’Ohio, afferma addirittura che “stare seduti è il nuovo fumo” perché si tratta di una forma di dipendenza del fisico che causa danni progressivamente sempre maggiori. In particolare uno studio Australiano pubblicato sul British Journal of Sports Medicine ogni ora di televisione vista seduti sul divano accorcia la vita di una persona di 22 minuti (mentre ogni sigaretta fumata la riduce di 11 minuti).

Cosa fare?

Trovare un’alternativa alla posizione seduta, può davvero fare la differenza e incidere enormemente sul nostro benessere.

Al lavoro, a scuola, a casa e in tutte le situazioni in cui ti trovi a stare seduto per tanto tempo, alzati quanto più spesso possibile dalla sedia, sgranchisciti le gambe, saltella, muoviti, cambia frequentemente posizione e abbandona mano a mano sempre più la sedia e prova a lavorare o studiare in accosciata/squat (la naturale posizione di riposo dell’essere umano), o in posizione eretta. Riacquisisci la padronanza di questi schemi motori fondamentali e godi appieno del benessere che ti regaleranno.

Ecco perché in Officina abbiamo deciso di spostare il divano e darti la possibilità di far diventare lo squat naturale (ma non solo) una tua salutare abitudine di vita.

Il salottino dell’Officina diventa una zona dove prendersi cura del proprio corpo, guidati ma in autonomia. Troverai stimoli sempre nuovi per “attivarti” nel modo migliore per la lezione che andrai a fare o suggerimenti di “coccole” post allenamento.

couchpotato

Che cosa vuol dire FUNZIONALE?

Articolo apparso sulla rivista “IL NUOVO CLUB” n° 160 Novembre/Dicembre 2017.
A cura del nostro coach Andrea Schievano.

che cosa vuol dire funzionale?

L’allenamento funzionale è in genere definito come un’attività che replica i gesti della vita quotidiana. Ma i gesti della vita quotidiana dei più non sono funzionali al benessere, bensì ripetitivi e finalizzati alla minor fatica possibile. Il functional training merita dunque un’approfondita riflessione.

Cercando il significato dell’espressione “allenamento funzionale” in internet, la definizione più frequente che appare è “attività che replica i gesti della vita quotidiana”. Ma viene spontaneo chiedersi: gesti della vita quotidiana di chi?

Analizziamo la giornata di una persona che lavora in ufficio, supponendo che inizi alle 8 in punto e che abbia una durata di 8 ore. A queste 8 ore fisicamente inattive se ne aggiungono verosimilmente circa altre due trascorse in auto per i trasferimenti. Sicuramente questa persona, che rappresenta la stragrande maggioranza della popolazione, impiegherà almeno un’ora per pranzare e cenare, un’altra la trascorrerà in compagnia del suo smartphone e due le dedicherà alla televisione, comodamente sdraiato sul proprio divano. Bene, siamo arrivati alle 22 e mi pare che la sua attività motoria quotidiana non comprenda molti gesti utili da replicare in una seduta di allenamento funzionale. Al contrario, i gesti che compiva mia nonna durante la sua giornata tipo, erano molto più “interessanti” dal punto di vista dell’attività funzionale. Lei sì che si muoveva: abitava in montagna e faceva 8 chilometri al giorno per andare a scuola, portava la legna per la stufa nello zaino, raccoglieva il fieno e andava a piedi al al pozzo per attingere acqua. Oggi tutto è cambiato, viviamo nella società dell’homo ipocineticus, nella quale ci si muove pochissimo. I pochi gesti che compiamo sono ripetitivi e improntati al risparmio, ovvero finalizzati alla minor fatica possibile; la tecnologia di certo non ci aiuta a svolgere attività motoria: telecomandi, aspirapolveri, lavatrici che si caricano dall’alto così non dobbiamo chinarci, scope snodabili per arrivare sotto ai mobili restando in posizione retta. Persino lo spazzolino da denti è diventato elettrico, riducendo al minimo il movimento della mano e del braccio.

Ci tengo a precisare che non è  mia intenzione lanciare una crociata contro il progresso. Non ho nulla in contrario contro tutto ciò che rende la vita più facile e più comoda. Intendo solo sottolineare che il principio della comodità, della “minor fatica” possibile, sta progressivamente e inesorabilmente cambiando le nostre abitudini. Da qui la necessità di fare un passo indietro, proponendo una motricità naturale, globale, semplice. Non ci sono più scuse, per nessuno: è ora di muoversi!

la caffettiera del masochista

Anni fa, consigliato da un amico psicologo, lessi un interessante saggio sulla psicopatologia degli oggetti quotidiani, intitolato La caffettiera del masochista, scritto da Donald Arthur Norman (psicologo e ingegnere elettronico statunitense, ex professore di psicologia e scienze cognitive all?Università della California ndr). In copertina troneggiava una caffettiera di design, con il beccuccio dalla stessa parte del manico. Quando penso all’allenamento funzionale, nella mia mente appare puntualmente questa immagine e mi faccio una domanda: che cosa vuol dire “funzionale” nella lingua italiana? Una cosa viene definita “funzionale” quando assolve, nel modo più semplice e razionale possibile, allo scopo per cui è stata creata. Possiamo dunque affermare, con la massima certezza, che qualsiasi allenamento è funzionale a qualcosa. Per un bodybuilder è funzionale l’allenamento svolto con l’ausilio dei pesi liberi e degli attrezzi isotonici, per un maratoneta lo sono la corsa e le ripetute, per chi intende dimagrire lo è un allenamento intervallato… e via dicendo.

Oggi siamo in tantissimi, nel settore del fitness, a proporre il cosiddetto functional training. L’allenamento svolto con le kettlebell è universalmente considerato funzionale, esattamente come quello in sospensione, mentre quelli svolti con manubri, bilancieri e con le macchine isotoniche non sono considerati funzionali. Ma allora è l’attrezzo che rende un allenamento funzionale? Oppure è  quello che si fa con quell’attrezzo e, soprattutto, il motivo per cui lo si fa?

Torniamo alla stravagante caffettiera poc’anzi menzionata: sicuramente non è funzionale per versare il caffè, ma potrebbe benissimo esserlo per piantare un chiodo sul muro, dunque per appendervi un quadro.

la finalità dell’allenamento funzionale

“Funzionale” quindi può essere tutto, e ciascuno può personalizzare la propria definizione. Per alcuni vuol dire animal move, per altri CrossFit, per altri utilizzare attrezzi “strani”, per altri ancora fare salti mortali sulle fitball, piegamenti su due dita o trazioni con le ultime falangi dei mignoli. In teoria vale davvero tutto, basta però dichiarare a che cosa è funzionale ciò che si sta facendo.

Le attività che proponiamo in Officina del Movimento (cfr. Il Nuovo Club n. 159) partono dalla nostra idea che l’allenamento debba essere funzionale al benessere. Senza avere la presunzione di aver inventato chissà che cosa, abbiamo configurato un metodo semplice e intuitivo che abbiamo chiamato 9.11. Un metodo finalizzato al miglioramento e al potenziamento di 9 capacità attraverso 11 schemi motori.

Le capacità sono le potenzialità motorie (ne abbiamo considerata anche una psicologica) di ciascun individuo, determinate in primo luogo dal patrimonio genetico, quindi dall’educazione motoria ricevuta nel corso dell’età dello sviluppo, infine dalle abitudini e dallo stile di vita. Nello specifico le 9 capacità che prendiamo in considerazione sono 1a resilienza (l’unica capacità psicologica), 4 capacità legate all’ambito condizionale (forza,  resistenza, velocità e potenza) e 4 legate all’aspetto coordinativo (coordinazione generale, equilibrio, agilità e flessibilità).

Gli schemi motori sono le lettere dell’alfabeto che definisce la motricità umana, chiaramente visibili nel processo di evoluzione motoria del bambino, e sono: rotolare, strisciare, gattonare, arrampicare, camminare, correre, saltare, afferrare, lanciare, spingere e tirare.

L’idea è quella di accompagnare le persone in un percorso che consenta di riappropriarsi di una motricità naturale e istintiva, che abbiamo sostanzialmente dimenticato vivendo in una società profondamente diversa dal passato, nella quale non è più necessario essere fisicamente attivi. La società non ci chiede di svolgere attività motoria, ma è il nostro corpo sì. La nostra motricità è radicalmente cambiata negli ultimi 100 anni, ma il nostro corpo non è cambiato affatto, ha ancora bisogno di muoversi per rimanere in salute. Da qui la nostra proposta di una tipologia d’allenamento che mira al benessere attraverso esercitazioni globali, che combinino capacità e schemi motori in forma varia e sempre diversa. Grande spazio alla fantasia dei coach quindi, per creare lezioni sempre nuove, stimolanti, divertenti e a volte persino giocose, supportate però da un’idea di base molto precisa e ben programmata.

Il 9.11 non si basa su esasperati tecnicismi, ma sulla libertà di un movimento naturale corretto. Non è legato a strutture o attrezzi particolari perché sfrutta ciò che l’ambiente offre, adattandosi agli spazi. In Officina del Movimento ci muoviamo a piedi scalzi e non ci sono specchi alle pareti. L’idea è quella di liberare il movimento che è dentro ad ognuno di noi, in modo semplice e naturale, eliminando ogni forma di vincolo, cosicché ciascuno possa esprimere al meglio le proprie potenzialità motorie.

un modo di essere

Il messaggio che vorremmo passasse, tramite questa nostra interpretazione dell’allenamento funzionale, è che non si tratta semplicemente di un qualcosa che si fa, bensì di un qualcosa che si è. Essere 9.11 vuol dire prendersi cura di sé stessi, vuol dire  muoversi per sentire e per esprimersi, e non per apparire. Vuol dire anche amare la natura, l’attività svolta all’aria aperta, vuol dire energia dinamica e, al tempo stesso, saper rallentare e fermarsi ad ascoltare. Vuol dire essere resilienti e affrontare ogni sfida con il sorriso, vuol dire mettere passione in tutto ciò che si fa. Più di ogni altra cosa, vuol dire rispettare e onorare il proprio corpo con il movimento. Perché alla fine ciò che fai, e soprattutto come lo fai, dice più di ogni altra cosa chi sei veramente. Attraverso il movimento, consumiamo e allo stesso tempo generiamo energia e proprio come le dinamo che giravamo sulle ruote delle vecchie bici, più ci muoviamo più emaniamo luce.

movimento funzionale e naturale

In buona sostanza, la nostra concezione di “movimento funzionale e naturale” prevede il coinvolgimento delle molteplici facoltà motorie del corpo umano. Basandosi su una visione globale e armonica dell’attività motoria, non prevede l’esecuzione di esercizi specificamente incentrati sui singoli distretti muscolari, bensì in grado di coinvolgere le catene cinetiche, ovvero i gruppi muscolari che, per eseguire il gesto richiesto, necessariamente interagiscono tra loro in modo sinergico. Il risultato è un allenamento molto vario, efficace e al tempo stesso divertente, che prevede l’esecuzione di movimenti differenti, e via via più complessi, per indurre il corpo a svolgere un lavoro sempre diverso, la cui difficoltà è adeguata alle capacità soggettive.

Mi rendo conto che tutto questo può sembrare ambizioso, ma questo è il nostro sogno, e a noi piace sognare in grande.

Andrea Schievano

Buoni propositi per il nuovo anno?

Tra le tradizioni non scritte che riguardano questo periodo dell’anno, c’è anche quella di fare un bilancio dell’anno appena concluso e di definire dei buoni propositi per l’anno nuovo.

Tra i buoni propositi più gettonati troviamo:

  • impegnarsi a fare cose che ci piacciono;
  • impegnarsi a fare cose che non ci piacciono ma che ci fanno bene;
  • trovare il tempo per sé stessi;
  • trovare più tempo per gli affetti;
  • sorridere di più;
  • risparmiare;

e, soprattutto…

  • dimagrire.

Eh si, perché dopo aver festeggiato, e forse un po’ esagerato, vogliamo correre ai ripari e decidiamo di ricominciare seriamente (o cominciare) a prenderci cura di noi.

E qui ci si sbizzarrisce con: basta dolci, basta pasta, basta aperitivi, solo bici, niente macchina, mai più ascensore, solo scale, in palestra 18 volte al giorno, dieta ferrea, solo rinunce. Ma quanti, dopo l’esaltazione iniziale, riescono ad attenersi a tutte queste regole rigide? Vogliamo tutto e troppo in fretta, così finiamo per scoraggiarci e abbandonare i nostri obiettivi.

Noi dell’Officina più che un buon proposito, abbiamo definito il nostro impegno per il nuovo anno: aiutarti a realizzare i tuoi buoni propositi che riguardano il movimento, ma non solo!

Ci impegniamo a:

  • trovare insieme a te l’attività che più si addice alle tue esigenze di tempo a disposizione,  obiettivi, interesse;
  • stimolarti e sostenerti a mantenere alta la tua motivazione al movimento, coinvolgendoti in allenamenti sempre diversi, originali, efficaci e divertenti;
  • farti scoprire, o riscoprire, il piacere del tuo corpo che si muove, come facevi da bambino o come faresti se fossi libero di muoverti “secondo natura”;
  • farti sorridere di più, perché sorridere fa sentire bene e sentirsi bene aumenta l’autostima, migliora la propria salute e rende felici!
  • aiutarti a prenderti cura di te e coccolarti, offrendoti oltre al movimento, anche una pausa Relax in acqua termale, con piscina, idromassaggi, bagno turco,  sauna e un rituale di benessere (l’aufguss), per eliminare le tossine e liberare la tua energia.

Se ancora non ci conosci e tra i tuoi buoni propositi di questo inizio anno hai anche “iscrivermi in palestra”, ma temi di annoiarti e non durare più del primo mese, vieni a trovarci sabato 21 gennaio: Partecipa al nostro OpenDay!

Se non sei ancora iscritto, oltre a provare gratuitamente le nostre attività, potrai approfittare di una fantastica promozione valida solo in occasione del nostro OpenDay.

Se invece sei già un “mover” sai che venendo ad allenarti con un amico che non iscritto, farà lezione gratuitamente e soprattutto avrai la possibilità di ottenere un MESE OPEN IN OMAGGIO!

Quindi non mancare ti aspettiamo per muoverci, divertirci insieme!

Per info e prenotazioni:

Officina del Movimento
via trieste, 10
Abano Terme (PD)
tel. 049.9819547

Non è come pensate. È come sentite!

 

Le leggende metropolitane sulla forma fisica

Eccole… sono loro! Così consolidate nell’opinione comune da sembrare verità assolute e inossidabili, smentite da fior di studi scientifici eppure così difficili da sradicare nelle convinzioni di chi si approccia da neofita al mondo dell’allenamento.

Chi ad esempio non ha mai sentito dire che…

PER PERDERE PESO BASTA CAMMINARE

Dipende tutto dal punto di partenza! Se non ho mai fatto alcun tipo di attività motoria una camminatina tutti i giorni può essere una svolta; se invece sono allenato o comunque una persona attiva, è necessario che la camminata sia briosa se non in salita o addirittura una corsa, magari ad intensità variabile!

L’allenamento ad intervalli di alta intensità (detto anche “HIIT” acronimo dall’inglese “high intensity interval training”) risulta il più efficace per favorire il dimagrimento, non tanto perché fa “bruciare” più calorie durante l’allenamento, ma perché favorisce una maggiore attivazione del metabolismo basale. Quindi “consumeremo” di più anche dopo l’allenamento.

È vero che più si va piano e a lungo, e più si bruciano grassi rispetto agli zuccheri, ma se ne bruciano pochi! Il conteggio calorico finale è molto basso. Ciò che conta è innalzare il consumo calorico totale, quindi risultati migliori si ottengono con sessioni di cardio più brevi e intense.

SI PUÒ SMALTIRE IL GRASSO SOLO DOVE SI VUOLE

Magari! In realtà studi condotti su centinaia di atleti hanno dimostrato che il dimagrimento localizzato non esiste. Ci sono dei metodi che possono favorire la perdita di grasso in specifiche regioni corporee, ma non è possibile dimagrire esclusivamente in una zona. Anzi è importante prestare attenzione a certe false credenze che possono addirittura peggiorare la situazione. Ad esempio: eseguire centinaia di addominali ogni giorno nella speranza di sciogliere grasso nella pancia è pressoché inutile; alla fine si otterrà solamente una maggiore tonificazione e l’ipertrofia derivata dall’esercizio non farà che mettere in evidenza la parete di adipe.

PIÙ SI SUDA, PIÙ SI DIMAGRISCE

Nel sudore non è presente nessuna forma di grasso, quindi come può farlo perdere se non lo contiene? I chili persi sudando si riacquistano semplicemente bevendo un po’ d’acqua.

Se non fossi stata abbastanza convincente, vorrei riportare un esempio che ha fatto un mio stimatissimo collega e amico padovano (Sascha Antoniutti):  gli operai che stendono il catrame sulle strade a luglio sudano, sudano tantissimo, sudano tutti i giorni eppure non hanno la garanzia di un corpo scolpito e definito!

E comunque è come se dicessimo che a parità di intensità, mezz’ora di corsa fatta in estate è più dimagrante della stessa mezz’ora fatta in inverno, assurdo!

ALLENARSI MENO DI UN’ORA È TEMPO SPRECATO

Frequenza e costanza sono più importanti della durata dell’allenamento. Sedute di allenamento di 40 minuti due volte alla settimana, garantiscono più risultati di un’ora e mezzo praticata saltuariamente, sebbene la quantità di tempo sia identica.

È L’ACIDO LATTICO A PROVOCARE I DOLORI MUSCOLARI DEL GIORNO DOPO

L’acido lattico prodotto durante l’allenamento viene in realtà smaltito in poche ore. Ciò che provoca il disturbo nei giorni successivi è un meccanismo denominato DOMS, acronimo di Delayed Onset Muscle Soreness che in italiano si traduce come “Indolenzimento Muscolare a Insorgenza Ritardata”. Vengono in pratica sfibrate e danneggiate fibre muscolari ed è una risposta fisiologica riscontrata in genere da tutti, indipendentemente dal grado di allenamento, quando si compiono sforzi maggiori o attività fisiche a cui non si è abituati.

Speriamo di aver tolto dei dubbi!

In ogni caso ben vengano le domande! In Officina del Movimento troverai chi ogni giorno ti guida e ti informa correttamente tra le mille soluzioni di benessere.

In particolare per chi vuole perdere peso  abbiamo creato il per-corso Slim-Me, dove non solo ci si allena in modo specifico per la perdita di massa grassa, ma dove si trova anche un punto di riferimento importante, per rimanere motivati a mantenere nel tempo le necessarie modifiche al proprio stile di vita. Per maggiori informazioni puoi chiamarci allo 049.9819547.

Buon movimento!

“Non credere nulla prima di averlo compreso.”

Pierre Abélard

Parco giochi funzionale per adulti

Movimento naturale per tutti nella palestra non palestra!

L’essere umano si è evoluto. La vita di tutti i giorni non consiste più nell’alzarsi per andare a caccia e correre inseguendo mammut, e nemmeno nel prepararsi alla battaglia che ci vedrà impegnati in scontri corpo a corpo con esito la vita o la morte. Noi al massimo andiamo a far la spesa in auto per nutrirci e spediamo e-mail continuando per ore a restare seduti su una sedia.

Ci siamo evoluti, ma le esigenze del nostro organismo sono sempre le stesse: nutrirsi, riposarsi e muoversi. Oggi diventa indispensabile intraprendere un’attività motoria adeguata e sprattutto essere costanti nella sua pratica per poter rimanere in uno stato di buona saluteSemplice a dirsi, ma quante persone iniziano un programma di movimento/allenamento piene di buoni propositi e dopo poco mollano!
Salute, benessere, dimagrimento, forma fisica, questi obiettivi non sempre sono sufficienti a farci proseguire oltre il primo mese di frequenza in una palestra.  Noia, ripetizione e sudore fanno percepire più intensamente la fatica e la forza di volontà non sempre basta.

Allora che fare? Muoviti divertendoti!

Se mi diverto…
– percepisco meno la fatica,
– smorzo la tensione e allento l’ansia
– produco endorfine che combattono la debolezza fisica e mentale
– allevio lo stress
– rinforzo il sistema immunitario
Sono tutti vantaggi che si aggiungono a quelli del fare attività motoria in modo costante.

In Officina del Movimento, la nostra palestra non palestra, tutto questo l’abbiamo ben presente e ci impegniamo a rendere il tempo di movimento un “tempo desiderato” (non “obbligato”), che si inserisca spontaneamente nello stile di vita di chi ci frequenta.
In Officina non ci sono macchine, blocchi di ghisa o specchi; trovi uno spazio in divenire dove si alternano attrezzi semplici naturali, alternativi, divertenti, piacevoli al tatto e alla vista che si integrano naturalmente col movimento e che ci fanno tornare bambini: potrai allenarti arrampicandoti su un albero o assaltando un veliero pirata. E mentre ti muovi divertendoti, ti alleni sviluppando innumerevoli capacità.

La nostra attività principale è il 9.11: un allenamento funzionale a 360° dove non viene richiesta specificità, differentemente dal classico lavoro analitico e ripetitivo che siamo abituati a svolgere in palestra. Essere funzionali vuol dire essere forti, reattivi, agili, veloci, elastici, coordinati, resistenti, resilienti e stabili grazie all’acquisizione di nuovi schemi motori. Esperienze motorie multiple, proposte anche sotto forma di gioco e progressivamente più complesse, rendono l’attività divertente e mai monotona.

Per noi, tutti devono avere la possibilità di muoversi divertendosi, così in Officina abbiamo studiato percorsi specifici di 9.11:
9.11 elisir, per chi si approccia per la prima volta al movimento funzionale o è particolarmente decondizionato e vuole iniziare a fare attività ad un ritmo più tranquillo, con tempi più lunghi ed intensità più basse.
9.11 cocoon, per le persone “diversamente giovani”, perché muoversi correttamente e divertendosi nella terza età, è ancora più importante che nelle altre fasce d’età.
9.11 flex & flow, per chi sente la necessità di migliorare l’esecuzione e l’efficacia dei movimenti, per chi vuole evitare che si formino punti di tensione e desidera sciogliere quelli che eventualmente siano già esistenti, per chi vuole diminuire la sensazione di fatica dovuta al movimento e desidera prevenire traumi muscolari e articolari.
9.11 slim-me, per chi vuole lasciar andare i kg di troppo, in modo salutare senza perdere il buonumore e sente il bisogno di un supporto a livello di “motivazionale”.
9.11 spartan, per chi vuole superare i propri limiti affrontando efficacemente gli ostacoli da superare, i pesi da spostare, i muri da scavalcare, la polvere da mangiare, il fango in cui immergersi… Per divertirsi con la sfida.

In Officina trovi tutto questo! Se anche tu sai che il movimento è indispensabile per vivere una vita sana, ma sei stanco della solita palestra, vieni a provare il nostro parco giochi funzionale per adulti. Chiamaci allo 049.9819547 per prenotare la tua lezione di prova gratuita.

“Non è come pensiamo… è come sentiamo.” 

Perché ci alleniamo a piedi scalzi!

Nasciamo così, a piedi scalzi… poi “ci calzano”!

Il nostro rapporto con la Terra inizialmente è potente, viviamo per terra: gattoniamo, rotoliamo, “caprioliamo” e poi…? Poi ce ne dimentichiamo.

Hai mai pensato a che cosa servono i nostri piedi?

Il più delle volte li diamo per scontati e raramente pensiamo a quanto siano fondamentali per la nostra salute e il nostro movimento. Il piede è indispensabile per:

  • la stabilizzazione della stazione eretta,
  • la propulsione e il movimento,
  • l’adattamento della marcia sul terreno,
  • la coordinazione della postura.

La pianta dei nostri piedi, insieme ad occhi e cute, invia al sistema nervoso le informazioni necessarie alla consapevolezza della posizione del corpo nello spazio in relazione al mondo esterno ed a se stessi. Il piede funziona come sensore ed effettore delle azioni muscolari che regolano il delicato processo della stazione eretta, della deambulazione e del benessere di tutto il corpo. Il piede è anche il tramite tra corpo e suolo, è connessione con le origini: “Le radici dell’uomo sono i suoi piedi” diceva Goethe.

All’ Officina del Movimento abbiamo sentito la necessità di dare la giusta importanza a tutti questi aspetti; occupandoci di movimento naturale funzionale, abbiamo scelto di allenarci a piedi scalzi.

Quali benefici derivano dal non indossare le tradizionali scarpe da ginnastica?

Le calzature alterano le capacità neuro-sensoriali in quanto costituiscono un’interfaccia artificiale tra piede e suolo. Le capacità recettoriali del piede sono pertanto pesantemente condizionate così come la sua capacità di coordinazione dell’equilibrio e della deambulazione. Allenarsi a piedi scalzi ci permette di migliorare:

  • l’appoggio fisiologico del piede,
  • l’efficacia di carico delle volte plantari,
  • la fase di spinta nella locomozione,
  • il reflusso venoso per stimolazione della soletta plantare,
  • il drenaggio linfatico,
  • la propriocezione e l’equilibrio.

Stare a piedi scalzi, ci pone in un diverso stato mentale, più filosofico, rilassato e disteso, solitamente riservato ad alcuni momenti speciali (in spiaggia, a casa, sull’erba fresca in estate).

I benefici psico fisici sono evidenti in tutte le attività, sia quotidiane che tecnico sportive! Il ri-adattamento alla naturale condizione di piede scalzo è graduale, in funzione al soggetto e alla frequenza di allenamento.

Sono tanti dunque i motivi per cui scegliere di muoversi a piedi scalzi. Se hai voglia di ritrovare anche tu il naturale piacere del movimento… a piedi scalzi, ti aspettiamo in Officina del Movimento (via Trieste, 10 – Abano Terme – PD).

Non dimenticate che la terra si diletta a sentire i vostri piedi nudi e i venti desiderano intensamente giocare con i vostri capelli.

Kahlil Gibran

Siamo veramente fuori!

Muoversi fa bene, si sa, e ne abbiamo già parlato nell’articolo “Quanto ti muovi? Soprattutto… come ti muovi?”. Dedicare regolarmente una parte del proprio tempo libero all’attività fisica è sempre una buona e sana abitudine, e numerose ricerche hanno evidenziato che se si sceglie di farlo all’aria aperta è anche meglio.

Da lunedì 16 maggio “SIAMO VERAMENTE FUORI”: la nostra “palestra non palestra” apre i cancelli della “palestra outdoor”, uno spazio attrezzato in stile Officina del Movimento con tronchi, balle di fieno, ostacoli naturali, sassi e corde, per muoverci liberando la nostra parte più autentica e selvaggia… per riscoprire il piacere di un movimento sempre più funzionale, sempre più naturale!

Ma perché muoversi all’aperto?

Da un’analisi firmata dagli esperti della Nihr Peninsula Collaboration in Leadership for Applied Health Research and Care e dell’European Centre for the Environment and Human Health è emerso che fare sport fa bene, ma meglio, quando possibile, praticarlo in mezzo al verde, respirando a pieni polmoni all’aria aperta. La mente ne esce rigenerata, le energie ricaricate, rabbia, stress e tristezza subiscono un contraccolpo più duro rispetto a quanto sarebbe possibile chiusi tra quattro pareti. Infatti, svolgere attività fisica in mezzo alla natura garantisce un effetto rivitalizzante ed energetico superiore, con riflessi positivi anche sull’umore e sullo stato d’animo.

Sono tanti i benefici dell’attività motoria svolta all’aria aperta, primo su tutti, la possibilità di godere dell’esposizione alla luce solare. Non solo per la possibilità di prendere un po’ di colore, ma per la specifica relazione tra pelle, raggi solari e vitamina D. Dall’esposizione alla luce solare ricaviamo una buona quantità di questa vitamina, che viene trasformata dal nostro corpo in una forma di vitamina D superattiva utile nella prevenzione di numerose malattie: non per niente, stimola in modo impressionante l’attività del sistema immunitario.

L’allenamento all’aperto ha anche un effetto rivitalizzante sull’umore e quindi sulla salute: recentemente, i ricercatori dell’Unità di Epidemiologia dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata a Roma hanno tenuto sotto osservazione per dieci anni 152 anziani. I dati si concentrano sui benefici di una passeggiata fuori casa anche solo di un quarto d’ora: chi lo fa per quattro giorni alla settimana vede ridursi di circa il 40% il rischio di morte rispetto agli anziani che camminano meno.

Se inoltre consideriamo che la comodità di vivere in una casa riscaldata ci ha reso sì la vita più comoda, ma ci ha anche portato ad essere più soggetti a raffreddori stagionali, perché non più “allenati” a resistere alle intemperie, muoversi all’aperto, respirando aria pura, e non aria rarefatta e condizionata degli ambienti chiusi, ossigena meglio i polmoni e i tessuti in generale e ci aiuta ad essere più forti e resistenti ai malanni stagionali.

Quando ci muoviamo all’aperto poi, anche psicologicamente, torniamo a una dimensione intima che ci riporta alla splendida possibilità di sfruttare il corpo senza rompere il legame con l’ambiente che ci circonda, senza paura di sporcarci, ritornando alla nostra vera natura.Sono tanti dunque i motivi per cui scegliere di muoversi all’aria aperta. Se senti che hai un po’ perso il contatto con la terra, con l’aria e hai voglia di liberare il tuo corpo e la tua mente, vieni a muoverti con noi, nella nostra “palestra all’aperto”.

Non dimenticate che la terra si diletta a sentire i vostri piedi nudi e i venti desiderano intensamente giocare con i vostri capelli.

Kahlil Gibran

Movimento… Funzionale e Naturale

Far riscoprire a tutti il piacere del movimento, un movimento che metta il corpo al centro, che permetta di riscoprire il piacere e la gioia del nostro corpo che si muove liberamente, in modo funzionale e naturale. Ecco cosa ci proponiamo di fare all’Officina del Movimento: far riscoprire a tutti il piacere di muoversi, soprattutto a chi si definisce pigro, annoiato dalle solite palestre, troppo indaffarato per pensare di “muoversi” con costanza.
Ma cosa vuol dire muoversi in modo funzionale e naturale?
In questi ultimi anni si sente molto parlare di allenamento funzionale. Per noi dell’Officina del Movimento un movimento è funzionale quando è realizzato grazie alla contrazione sinergica di più gruppi muscolari. Il nostro corpo è nato per compiere movimenti – semplici e non – grazie al suo insieme e non settorializzando ogni sua zona. Un movimento funzionale è quindi un movimento multiarticolare (che coinvolge più articolazioni) che si svolge su diversi piani e assi. L’allenamento funzionale è quindi un allenamento a 360° dove non viene allenata solo una caratteristica: “essere funzionali” vuol dire essere forti, veloci, reattivi, potenti, resistenti, elastici, agili, coordinati. Scopo dell’allenamento funzionale è sviluppare un corpo  armonico attraverso esperienze motorie varie e progressivamente più difficili, che richiamano le funzioni base per cui il corpo è nato; per questo non utilizziamo le classiche macchine e attrezzature da palestra ma creiamo percorsi, circuiti e situazioni sempre diverse che permettano di riprodurre il più possibile quello che il corpo umano fa per natura, lavorando prevalentemente a corpo libero o anche utilizzando attrezzature non convenzionali come tronchi, sassi, taniche riempite d’acqua, corde, scale, ecc.
Il nostro concetto di funzionale è strettamente collegato quindi con quello di naturale: muovere il proprio corpo in modo naturale significa rotolare, strisciare, camminare, correre, saltare, arrampicare, spingere, tirare, sollevare, lanciare, afferrare, riscoprire insomma gli schemi motori di base (che da bambini ci permettono di conoscerci, conoscere gli altri e scoprire il mondo). Gran parte di questi movimenti una volta diventati adulti non li facciamo più, in quanto al giorno d’oggi non ci sono più necessari per la sopravvivenza (per procurarci il cibo non abbiamo più bisogno di salire sugli alberi, correre o lanciare sassi come facevano i nostro lontani antenati), ma nonostante ciò qualcosa di ancestrale è rimasto in noi. Il nostro fisico, a grandi linee, è lo stesso dell’uomo primitivo ed ha pertanto le stesse esigenze motorie di allora, anche se noi uomini moderni ce ne stiamo dimenticando. Tornare a muoversi in modo naturale ci permette di lasciarci andare, di dar libero sfogo alla nostra creatività, di riallineare corpo, mente e spirito e di liberare la nostra parte più autentica.

Muoversi in “stile Officina del Movimento” vuol dire ritrovare il piacere di muoverci come facevamo un tempo, quando eravamo bambini e vuol dire riscoprire la libertà di movimento che avevamo quando eravamo “selvaggi”, non addomesticati.

Se sei curioso di saperne di più e magari ti è venuta voglia di provare il nostro movimento funzionale e naturale, chiamaci allo 049.9819547 per prenotare la tua lezione di prova gratuita.
Sei stato selvaggio un tempo, non lasciarti addomesticare.

Quanto ti muovi? Soprattutto… come ti muovi?

Ormai tutti sappiamo che, per vivere una vita all’insegna della salute e del benessere, è importante alimentarsi in modo equilibrato e muoversi in modo adeguato.
Gli ultimi dati ISTAT (2013) dicono che il 21% della popolazione italiana fa sport in modo continuativo, il 10% in modo saltuario e solo il 28% fa “un qualche tipo di attività fisica”. Questi dati si riducono notevolmente se prendiamo in considerazione la fascia d’età dopo i 18 anni.
Per buona parte di quel 28% fare “un qualche tipo di attività fisica” vuol dire passare dallo stare seduto alla scrivania in ufficio, al sedere su una macchina in un centro fitness, o dal guardare la TV sdraiato sul divano di casa, al guardare un video seduto su una cyclette in palestra.
Per noi “MOVIMENTO” è un’altra cosa! È mettere il proprio corpo al centro, è rimettersi in gioco, è riscoprire il piacere e la gioia del nostro corpo che si muove liberamente, in modo funzionale e naturale.
“Ciò che muove” noi dell’Officina è il sogno di far riscoprire a tutti il piacere del movimento, soprattutto a chi si definisce pigro, annoiato dalle solite palestre, troppo indaffarato per pensare di “muoversi” con costanza. Per questo abbiamo creato il 9.11: un’attività divertente, varia, completa che permette di sviluppare 9 capacità (forza, velocità, resistenza, agilità, potenza, coordinazione, equilibrio, resilienza, flessibilità) attraverso 11 schemi motori (come camminare, correre, rotolare, strisciare, arrampicarsi, lanciare…), per riscoprire la propria parte più autentica, per tornare un po’ bambini, per ricordarci di essere stati, un tempo, selvaggi.
Se sei curioso di CONOSCERCI, di VEDERE o, ancor meglio, di PROVARE ciò che intendiamo noi con “movimento”, ti aspettiamo sabato 12 marzo dalle 10.00 alle 18.00 all’OpenDay della nostra palestra “non palestra”.
Sogniamo un mondo in cui tutti, attraverso il piacere di muoversi, possano vivere più pienamente e a lungo. Lasciati ispirare… lascia che la nostra professionalità, la nostra passione e il nostro sorriso accompagnino la tua voglia di movimento.